sabato 4 febbraio 2017
Recensione Marlene Kuntz Bologna 3.2.2017
Nessuna data in terra toscana per questo, almeno per ora ed esclusa la non comodissima Grosseto, Onorate il vile tour, e quindi ci prepariamo per la trasferta bolognese.
Il locale scelto per questa serata è il circolo ARCI Zona roveri, "forse" non proprio il top per una band di alto livello come i Marlene Kuntz. Quando arriviamo al locale dopo esserci rifocillati, verso le 21.00, troviamo una mostruosa fila, rigorosamente in strada, rigorosamente senza nessuno del locale che desse la benchè minima indicazione sul da farsi.
C'è sempre un prima volta nella vita, e questa sera posso cancellare dalla lista "fare quarantacinque minuti di fila senza logica fuori da un locale per un concerto", appunto la prima volta nella mia onorata carriera, a quota circa 2000 concerti, concerto più concerto meno.
Archiviata la pratica entrata in questo locale che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico, archiviata in realtà solo dopo aver appurato che avevano finito il primo fusto di birra alla spina prima ancora che iniziasse la serata e dopo aver pagato 10 euro di tessera arci (prezzo più alto d'Italia probabilmente, avendo visto al massimo un costo di 8 euro con bevuta inclusa fino ad ora, bevuta ovviamente qui non compresa), passiamo a quello che ci interessa davvero, ovvero i Marlene Kuntz che suonano Il vile per intero dal vivo a venti anni esatti dalla pubblicazione di questo capolavoro della musica italiana e non solo.
La band ha deciso, grazie all'aiuto dei proprio fan in rete, di proporre i brani del disco "mischiati" a quelli di Lunga attesa, ultimo bellissimo album, nonostante io, come tanti altri, preferissimo la soluzione dei brani suonati esattamente nell'ordine del disco, e decide per una partenza abbastanza soft con La città dormitorio, soft se pensiamo a quel che verrà più tardi.
Questa partenza riesce a scaldare il pubblico che viene poi messo direttamente in una fornace di suoni meravigliosi ed incandescenti fino ad essere infiammato dalla doppietta Cenere/Overflash, un pubblico che è evidentemente maturato insieme alla band e questo si vede, poco spazio per il pogo selvaggio e molta più riflessione intimista nonostante il grosso coinvolgimento emotivo, sopratutto su alcuni pezzi sentiti anche per la prima volta da qualcuno come il sottoscritto, nonostante io segua la band dal lontano 1998.
Non mancano i soliti due o tre idioti che richiedono Sonica a gran voce, ma ormai anche questi soggetti fanno parte della tradizione Marlenica e sono visti da chiunque un pò come gli scemi del villaggio messi li a far fare due risate.
La band cuneese non perde un colpo, nonostante l'esecuzione dei brani non sia mai una mera riproposizione fedele ed accademica di ciò che sentiamo sul disco, ogni pezzo riesce a coinvolgere sempre gli ascoltatori, emozionati come ai primi concerti visti da ragazzini.
Dopo un set che sarebbe già bastato a far giudicare come eccellente questo live, la band non si risparmia e torna sul palco per eseguire altri quattro brani, dalla bellissima ed inaspettata La mia promessa al gran finale, catartico in tutti i sensi, con la bandiera del gruppo Nuotando nell'aria.
La band è soddisfatta, il pubblico anche, ed io non posso che augurarmi che i prossimi 25 anni con la Marlene siano esattamente come questi.
La scaletta del concerto
La città dormitorio
3 di 3
L'agguato
Formidabile
Fecondità
Overflash
Cenere
Niente di nuovo
Leda
Ape regina
L'esangue Deborah
Come stavamo ieri
Sulla strada dei ricordi
Retrattile
Ti giro intorno
E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare
Il vile
Encore:
La mia promessa
Lunga attesa
Ineluttabile
Nuotando nell'aria
Maurizio Iorio 3 Febbraio 2017
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